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Chiamata anche: Corvina gentile, Cruina.
Vitigno principale dell’uvaggio dei vini della
Valpolicella, può entrare nella composizione dei
vigneti fino all’80%.
Caratteristiche ampelografiche:
Portamento: semieretto
Foglia: media, pentalobata, con seno peziolare a
lira o a “U” leggermente aperto.
Grappolo: medio, con peso di circa 200 – 250 grammi,
cilindrico – piramidale, alato.
Acino: di medie dimensioni, ellissoideo; buccia
spessa e consistente, blu – nera, pruinosa.
Fenologia e caratteristiche agronomiche:
La Corvina è varietà a germogliamento tardivo e
maturazione medio tardiva (fine settembre – inizio
ottobre). La vigoria è buona e la produttività
costante; caratteristica specifica del vitigno è la
scarsa fertilità delle gemme basali del tralcio,
pertanto la Corvina necessita di forme di
allevamento con rinnovo annuale del tralcio e
potatura lunga. Mediamente sensibile alle crittogame
della vite ma notevolmente sensibile allo stress
idrico e alle scottature da sole degli acini.
Buona l’attitudine delle uve all’appassimento.
Storia:
Non si conoscono le origini precise della Corvina,
ma le prime notizie sulla sua coltivazione in
Valpolicella sono riportate dal Pollini nel 1824.
Sicuramente è un vitigno legato alla viticoltura
veronese fin dall’antichità, essendo la varietà
principale sia dell’uvaggio Valpolicella che del
Bardolino.
Selezione clonale:
Considerando le antiche origini della Corvina
abbiamo una notevole variabilità genetica che ha
permesso di selezionare numerosi cloni. Oggi
riconosciute sono le selezioni clonali: Rauscedo 6,
ISV-CV 7, ISV-CV 13, ISV-CV 48, ISV-CV 78, ISV-CV
146. Tra queste le più diffuse, per le apprezzate
attitudini enologiche, sono ISV-CV 7, ISV-CV 48 e,
in misura minore, ISV-CV 13.
Portinnesti:
Ottima l’affinità d’innesto con Kober 5BB, SO4 e
420A; buona
con 1103P, 140 Ru e 41B.
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